martedì 18 ottobre 2016

Che tipo di vita stai vivendo?

Cosa fai quando ti alzi al mattino? Ti lasci vivere o sei guidato da qualcuno/qualcosa nell'adesione a progetti e attività? Vivi una vita attenzionale o intenzionale?
Chiederti dove sta scorrendo la tua attenzione fa SEMPRE la differenza nelle tue giornate. Si dice infatti, che dove va la tua attenzione, lì scorre la tua energia.
Il Dott. Martin Seligman psicologo e saggista statunitense, distingue tra una "Good Life" vissuta all'insegna del piacere che io definisco da "riempitivo", e una "Meaningful life" in cui ogni giorno dell'esistenza individuale si sviluppa all'insegna di un forte principio ispiratore. Potremmo definirlo il "Grande Perchè", la missione con cui ciascuno di noi è al mondo, la benzina che da direzione e priorità ad ogni singola azione del nostro quotidiano, potenziandola anche a fronte di un fisiologico calo di motivazione. Tutti i "grandi della storia" sono stati guidati dal "grande perchè". Per loro, non è stato sicuramente facile prefigurarsi come realizzare il grande disegno della vita che li avrebbe poi resi indimenticabili, ma credevano oltremodo che quando il perchè è troppo GRANDE, ogni come diventa POSSIBILE.
Viktor Emil Frankl, per fare un esempio, neurologo, psichiatra e filosofo austriaco, è passato alla storia per essere uno dei fondatori dell'analisi esistenziale e della logoterapia. Ha vissuto il dolore, l'umiliazione e la vessazione fisica ed emotiva nei campi di concentramento durante la seconda guerra mondiale. Avrebbe potuto lasciarsi morire ma non lo ha fatto. Avrebbe potuto cedere agli autocratici diktat nazisti ma scelse di preservare la sua libertà di pensiero e di spirito dichiarando che avrebbero potuto togliergli cibo e acqua, costringerlo a punizioni corporali e di sorta, ma nessuno avrebbe potuto costringerlo ad odiare. 


Una volta libero dall'esperienza più dolorosa della sua vita, concepì, con la scrittura dei volumi "Alla ricerca di un significato della Vita" e "Fondamenti spirituali della logoterapia", un metodo terapeutico per aiutare milioni di persone a ritrovare il più intimo SIGNIFICATO della loro esistenza. Si deve a lui la definizione di "nevrosi noogena", concezione secondo la quale l'equilibrio psichico dipende dalla percezione significativa del sé e del proprio vissuto.
Secondo Frankl, quando l'individuo non si sente "significativo", ricade in una effimera ricerca della compensazione a mezzo gratificazione artificiale (droghe chimiche e psichiche) e/o atteggiamenti di potenza (comportamenti distruttivi ed autodistruttivi). Non è un caso che l'uomo odierno non avverta più tanto una frustrazione sessuale (come l'uomo del secolo scorso), quanto una mortificazione aderente all' universo valoriale.
« Che cos'è, dunque, l'uomo? Noi l'abbiamo conosciuto come forse nessun'altra generazione precedente; l'abbiamo conosciuto nel campo di concentramento, in un luogo dove veniva perduto tutto ciò che si possedeva: denaro, potere, fama, felicità; un luogo dove restava non ciò che l'uomo può "avere", ma ciò che l'uomo deve essere; un luogo dove restava unicamente l'uomo nella sua essenza, consumato dal dolore e purificato dalla sofferenza. Cos'è, dunque, l'uomo? Domandiamocelo ancora. È un essere che decide sempre ciò che è. » (Homo patiens. Soffrire con dignità)
E tu, che traccia vuoi lasciare nel mondo? Qual è il motore delle tue giornate?

Dott.ssa Floriana Maraglino, Life Coach

sabato 8 ottobre 2016

Settimana mondiale dell’allattamento…ne abbiamo bisogno?


Ebbene si, abbiamo bisogno di essere informate e spronate e assistite, la maggior parte degli allattamenti finisce o non inizia per un mancato supporto alla neomamma. Come mai oggi ci preoccupiamo dell’alimentazione nostra e dei nostri figli, ma solo dopo lo svezzamento?
Ciò che diamo da mangiare a un neonato passa sempre in secondo piano!
Oggi, nel mio ambito, si cerca sempre di informare una mamma dei danni che arrecano nel tempo le merendine, le bibite gassate, i dolciumi e i generale l’alimentazione sregolata, piena di grassi animali, zuccheri semplici ecc…ma a una mamma che da latte vaccino polverizzato e arricchito di vitamine e olio di palma a un neonato spesso nessuno la informa, a una mamma che piange perché non sa come fare, non riesce ad allattare il proprio figlio la soluzione qual è? Latte artificiale anziché sostegno morale, psicologico e attivo per avviare un ottimo allattamento. …io sono una mamma lavoratrice che si districa tra lavoro e allattamento e mi rendo conto che è non faticoso…di più!Ad alcune viene naturale, ad altre no ma bisogna informarle. La natura è perfetta, il corpo è predisposto per un parto naturale e con una ghiandola mammaria funzionate. Salvo i casi eccezionali, ma sono rari. Per cui oggi ho pensato di spendere qualche riga sulle differenze tra latte artificiale e materno.





Il latte artificiale proviene da un animale che viene allevato come macchina da latte, nella maggior parte dei casi non è stato stabulato all’aperto ed è stato trattato con antibiotici e ormoni, per cui parliamo di un animale stressato a cui vengono somministrati farmaci. Una volta raccolto il latte viene pastorizzato, liofilizzato e potenziato con vitamine e olio, quindi non è tal quale, ha bisogno dell’aggiunta di un grasso perché ne è troppo povero.
 Il latte materno proviene dalla filtrazione del sangue, viene prodotto in quantità e formula in modo assolutamente perfetto e ideale per quel bambino, non è né troppo né poco, né grasso né acqua…è stato prodotto per quel bambino per cui è il massimo che gli si possa offrire. La ghiandola mammaria funziona grazie alla stimolazione, più un neonato si attacca al seno e tira più latte verràprodotto. Ovviamente la mamma deve curare la sua alimentazione durante l’allattamento in modo da offrire il top al suo bambino, soprattutto bisogna fare una dieta varia , magari seguendo le linee guida dell’alimentazione mediterranea, ed escludere l’alcool e l’utilizzo di alcuni farmaci. Esistono molti modi per stimolare la produzione di latte, come ad esempio l’uso di integratori a base di Silybummarianum che è galattogeno o particolari massaggi da fare per stimolare la ghiandola direttamente.
Come dicevo prima in rari casi si può avere agalattia dovuta a un mal funzionamento della ghiandola mammaria…ma la soluzione c’è e non è nel latte in polvere ma nel latte d’asina questo latte ha il vantaggio di non dover  essere arricchito con grassi diversi perché ha stessa concentrazione di grassi del latte materno, i grassi sono fondamentali per lo sviluppo neuronale. Ha però, rispetto al latte materno, un basso apporto calorico ma resta comunque un ottimo compromesso perché l’asina può produrre latte per solo sei mesi e solo se il cucciolo è vicino, quindi non è una macchina da latte, ed essendo un prodotto di nicchia si fa molta più attenzione al modo con cui viene allevato e stabulato e alla sua alimentazione.

Dr.ssa Rosa Corigliano, Biologo nutrizionista

giovedì 6 ottobre 2016

MENOPAUSA : crisi o opportunità?

E'ormai consuetudine connotare la menopausa quasi fosse una "malattia" che inaugura una stagione meno felice rispetto all'intero ciclo vitale della donna.

Menopausa Perfetta in 8 passi è un corso completo sulla menopausa che spazia dagli aspetti emotivi all’alimentazione e all’attività fisica, con 8 preziosi suggerimenti per potenziare uno stile di vita sano e naturale. Il corso illustra i principali cambiamenti ormonali a cui andrai incontro.

Il progetto è frutto di studi, ricerche ed esperimenti scientifici che mi hanno coinvolto direttamente nell'anima e nel cuore in questi anni. E' in vendita online sul portale di crescita personale "più che puoi" ed è solo l'inizio di un lungo cammino che ho intrapreso al fianco delle donne e per le donne.

Quando si arrestano i cicli mestruali, la donna inaugura una stagione dalle grandi potenzialità contrariamente a quello che vi lasciano credere. La verità è che siamo profondamente influenzate dagli stereotipi sull'invecchiamento che fanno parte della nostra cultura e questo ci rende sorde al richiamo delle grandi potenzialità di questa nuova fase nel ciclo biologico di ognuna di noi:

Guarda l’introduzione e seguici! Abbiamo in programma un grande evento a Dicembre!
Di seguito il link su cui puoi vedere l'anteprima del videocorso e se sei interessata, acquistarlo!
http://www.piuchepuoi.it/author/viviana-de-pace/





















giovedì 29 settembre 2016

"Mi piaccio, dunque SONO".

Siamo fin troppo abituate a parlare di rapporto con il partner, con il capo, con i colleghi, con i figli…ma sempre meno di rapporto con noi stesse: una relazione che ingloba tutte le altre trascendendo limiti antropologici e socio- culturali.
In questa sede, ci soffermiamo sull’esame di una delle relazioni più controverse che la donna è chiamata a gestire per buona parte della sua vita: quella con il proprio corpo.
Sono poche, infatti, le donne che vivono serenamente la propria corporeità, accogliendo la propria fisicità con amore e consapevolezza. La stragrande maggioranza della compagine femminile, già a partire dall’adolescenza, vive una guerra aperta con un corpo percepito come estraneo, un vero e proprio ospite indesiderato se non addirittura come un pericoloso nemico da combattere con costanza e determinazione.
La consacrazione della bellezza estetica a mezzo social, i cui diktat campeggiano indisturbati da quasi vent’anni o più, non aiutano di certo lo sviluppo e il risveglio delle coscienze ormai ammansite né stimolano la riflessione più profonda verso il cuore del problema: l’incapacità umana di fare i conti con l’imperfezione.
Ma dov’è la reale misura della perfezione e soprattutto esiste davvero?
Personalmente, faccio parte della schiera delle “vittime” di un perfezionismo quasi ancestrale, che ha rubato ossigeno a fin troppe cellule dei miei visceri oltre che avermi costretta a infaticabili percorsi neuronali alla ricerca di qualcosa che non ho mai raggiunto e che oggi, “guarita” da una delle più dure battaglie della mia vita, so per certo non mi aggrada raggiungere. 

Perché? Perchè semplicemente, la perfezione, non esiste.

- Se la perfezione non fosse una chimera, non avrebbe tanto successo.
Honoré de Balzac, Massime e pensieri di Napoleone, 1838 -

Per quanto la mia estenuante rincorsa verso questo ideale investisse soprattutto la sfera dei comportamenti, delle ambizioni e delle abitudini piuttosto che quella corporea, riconosco che uno dei modelli di perfezione in assoluto più discussi negli ultimi anni, sia proprio quella che attiene al corpo.
Assimilato a quello di un manichino, vessato, umiliato, spodestato, bersaglio perenne di una frustrazione senza eguali, il corpo e la sua immagine diviene spesso lo specchio su cui si riflette imperante, un’autostima precaria e fragilissima. Ed è questo il cuore del problema: vi siete mai chiesti cos’è davvero "l'autostima”? 
Una delle verità più scomode che ci raccontiamo è quella di confondere la misura del nostro valore in quanto esseri umani con la percezione delle nostre competenze e dei nostri limiti nell’eseguire qualcosa, sia che riguardi la nostra vita professionale che il nostro ruolo di mogli, madri, fidanzate, sorelle.
A questo proposito, una delle conquiste più belle donatemi dai miei percorsi di coaching è proprio la distinzione tra autostima ed autoefficacia, una differenza che salva la pelle, l’umore, la vita! Ti spiego perché: autostima è riconoscere che abbiamo le risorse adatte a raggiungere obiettivi, celebrare ed onorare chi siamo in quanto esseri umani, indipendentemente dai riscontri di ciò che facciamo (carriera, posizione finanziaria, età, estetica) o dall’approvazione altrui.

Per amarci non dobbiamo aspettare di raggiungere alcun obiettivo.
Possiamo semplicemente decidere di sentirci così in questo preciso istante.




Si tratta di una consapevolezza che deve arrivare da noi perché NESSUNO può offrirla dall’esterno e non è un caso che si chiami auto-stima. E’ una tua responsabilità. E a me personalmente, piace chiamarla libertà.
Clarissa Pinkola Estès in "Donne che corrono coi lupi" esprime enfaticamente il concetto , quando scrive che le donne relegate a umori, manierismi e contorni che si uniformano a un unico ideale di bellezza e di comportamento, sono catturate nel corpo e nell’anima e pertanto non libere. Son donne che non onorano la propria natura selvaggia, il proprio spirito e diritto all’esultanza, restituendo alla massa e dunque all’infuori di sé, il diritto di sentenziare su cosa è ascrivibile come “bello”.

E tu, sei interessata a "subire" o a plasmare il tuo personale concetto di "bellezza"?

Dott.ssa Floriana Maraglino, Life Coach

giovedì 22 settembre 2016

Nasce a Taranto " Gin-Ecologia Naturale Artemide", la prima clinica al naturale dedicata al benessere delle Donne!

Nasce a Taranto il Centro di Gin-Ecologia naturale Artemide della dr.ssa Viviana De Pace, la prima clinica naturale dedicata alle donne che desiderano prendersi cura di se stesse a 360 gradi ed essere protagoniste del loro benessere.

La mission di Gin-Ecologia  Artemide si inserisce con concretezza e ambizione in questo quadro: privilegiare ove possibile, uno stile di vita sano e in pieno accordo con l’armonia del corpo e della mente anche grazie all’impiego di terapie naturali, laddove ricorre la tendenza all’impiego esclusivo del farmaco e della chirurgia, promuovendo l’ecologia del corpo femminile, ovvero tutte quelle cure ed attenzioni che ogni donna può imparare a compiere da sé per potenziare la propria salute, prestando voce a quell’ “eterno femminino” che, per esprimerlo in chiave goethiana ( Das Ewig-Weibliche ),  consacra la femminilità nella sua essenza immutabile.

Servizi offerti

Consulenza ginecologica ed ostetrica, consulenza nutrizionale, coaching e corsi di formazione su educazione al corpo e sulla gestione delle emozioni, tecniche di rilassamento, tonificazione del piano perineale, consulenze con l'omeopata e il naturopata, corsi per le donne in menopausa, corsi di accompagnamento alla nascita, Yoga pre e post-natale, babymassage, massaggio ayurvedico in gravidanza.
E ancora: gruppi di sostegno per le patologie croniche come incontri con donne operate al seno per implementare uno stile di vita che le sostenga durante le terapia e aiuti a ridurre il rischio di recidive.

Medico chirurgo specializzato in ginecologia, la dott.ssa De Pace ha conseguito anche un percorso quadriennale in medicina cinese divenendo medico agopuntore.
Grande appassionata di medicina naturale, ha compreso le grandi potenzialità dell’ integrazione di quest’ultima nella medicina ufficiale come strumento di consapevolezza nonché approccio sinergico alla salute dell’individuo. In quest’ottica ha deciso di mixare i suoi talenti, le sue competenze e i suoi studi per offrire al paziente la possibilità di ri-pensare la propria salute in chiave sistemica. Non è un caso che il focus sia sul concetto di ecologia: la radice del termine, “oikos” è infatti la stessa  della parola economia e rimanda alla “gestione” della casa. Ma quale “casa” merita più attenzione del nostro corpo?
L’interazione tra le leggi della natura e quelle del nostro organismo è divenuta ormai necessaria per poter auspicare ad un benessere autentico mirato all’equilibrio di mente, corpo e spirito.

Non è un caso che la clinica porti il nome di Artemide :

Dea vergine della caccia e della Luna (venerata a Sparta, la civiltà fondatrice di Taranto) rappresenta la personificazione dell'energia della giovinezza, del vigore, degli elementi selvaggi presenti in ogni donna, indipendentemente dall’età. Scagliando con il suo arco frecce che rompono le catene e centrano i bersagli, Artemide incarna il potere della libertà della mente e dello spirito femminile, ma solidale, nella misura in cui riconosce in altre donne le sue sorelle, pronta a difenderle con fermezza e integrità in situazioni di pericolo.
Il richiamo mitologico trova ragion d’essere anche nel modus operandi della clinica della dr.ssa De Pace, ispirata, tra le dee femminili anche da Persefone, il cui mito racconta come la bella e giovane figlia di Demetra, rapita da Ade e condotta nel suo Regno oscuro, scopre proprio lì, lontano da sua madre, il suo valore di donna, divenendo Regina degli Inferi e padrona di sé .
La sua storia, con la ciclica "Discesa" nel Mondo Sotterraneo, richiama il periodo che ogni donna vive mensilmente durante la fase pre-mestruale e mestruale, meraviglioso precursore di quella "Rinascita-Resurrezione" che abita il suo corpo nel momento pre-ovulatorio e ovulatorio. 



Ciclo mestruale, maternità e menopausa necessitano di essere rivisitate come speciali opportunità di crescita ed evoluzione, vere e proprie occasioni di empowerment, soprattutto quando offrono alla donna l’occasione di rallentare e fermarsi, entrare in connessione con il proprio sé più intimo, trasformando i periodi di pausa “improduttiva” in momenti terapeutici di tregua, spesso forieri di una rinnovata vitalità e creatività.



Da una parte la dea, dall’altra, Madre Natura: è proprio quest’ultima a offrire una quantità di rimedi efficaci che, se conosciuti e usati correttamente ed affiancati da uno stile di vita sano, riescono a risolvere brillantemente i disturbi ginecologici più comuni e trasformare le crisi in opportunità di crescita e bellezza.

Le Donne sono la Seconda metà del cielo – Mao Zedong
Noi, vogliamo aiutarti a scorpirlo.

Per info e prenotazioni invia una e- mail a viviana.depace@gmail.com

giovedì 15 settembre 2016

Come riattivare il metabolismo dopo una gravidanza?

E’ una domanda che mi viene posta spesso ed è una cosa che mi ha riguardato in prima persona avendo avuto due gravidanze in due anni! 
Pur dando per scontato che la donna si sia alimentata bene in gravidanza e che quindi conduca uno stile di vita salutare, comunque la “pancetta” o i kg in più ci impiegheranno qualche mese ad andare via…in questo caso dobbiamo lavorare molto sul metabolismo basale. Per metabolismo basale si intende la capacità del nostro organismo di “bruciare” conducendo una vita normale, ossia non sedentaria ma neanche da atleta! 
La neomamma deve lavorare sul ridurre lo stress soprattutto i primi mesi, perché ovviamente il bambino la assorbe h24 e il cambiamento radicale di vita la porterà ad avvertire stanchezza, ansia, stress. Il sistema nervoso simpatico si attiva proprio quando siamo in ansia o stressati, è quella parte di noi in allerta che consente la fuga…quindi attiva la circolazione periferica (gambe e braccia) e la riduce negli organi interni per cui avremo mal digestione, inoltre lo stress aumenta la produzione di cortisolo che è l’ormone che stimola la fame.




Se invece la neomamma viene tutelata, aiutata nelle faccende, e le viene lasciato per un po’ solo il compito di accudire il bambino sarà rilassata con conseguente diminuzione dei livelli di cortisolo. Il sistema nervoso simpatico si attiva quando il corpo è rilassato e permette una buona vascolarizzazione degli organi interni che lavoreranno meglio e “bruceranno” di più!
Care neomamme quindi il consiglio da nutrizionista e neomamma bis è di rilassarvi, godervi i cuccioli e mangiare sano! Ovviamente alla base di il tutto ci deve essere un’alimentazione corretta come può essere la dieta mediterranea, diete restrittive in questo periodo non vanno bene perché causerebbero solo stress….l’ideale sarebbe cambiare stile di vita prima della gravidanza…mantenerlo durante e dopo!

Dr.ssa Rosa Corigliano, biologo nutrizionista

giovedì 8 settembre 2016

#Fertilityday : Giù le mani dal nostro Utero!

Il prossimo 22 settembre si svolgerà a Roma il primo Fertility Day, una giornata nazionale promossa dal Ministero della Salute nell’ambito del Piano Nazionale della Fertilità. L’intento, si legge nel documento ministeriale, è quello di sensibilizzare alla denatalizzazione  considerando il  trend negativo sulle nascite rilevato dall’ultimo rapporto Istat.


Fin troppo evocative le immagini della campagna pubblicitaria del Fertility Day:

una donna accarezza con una mano la sua pancia e con l’altra impugna una clessidra mostrandola in primo piano,  mentre in un’altra la fertilità viene considerata “un bene comune”.
Dunque se le lancette dell’orologio segnano inesorabili lo scorrere del tempo, occorre rispondere puntuali al suo richiamo: riproducete!
Fondamentalmente, l’intento di incentivare l’aumento delle nascite sarebbe anche degno di nota se solo prendesse in esame altri aspetti legati ad esempio, alle politiche che il Governo applica a favore delle famiglie che già esistono e che si trovano loro malgrado, con non poche difficoltà di sostentamento.
In questa sede non ci interessa però dibattere di politica, quanto affrontare la delicatissima riflessione che la campagna in questione suscita quanto al ruolo della donna.

“La maternità non è semplicemente il processo organico del dare alla luce. E’ la comprensione dei bisogni del mondo” scrive Alexis De Veaux.  Lucia Giovannini  riprende il tema in chiave illuminante nel suo libro intitolato “Il Potere del Pensiero Femminile”, dedicando all’argomento un meraviglioso paragrafo : “uno stato interessante”. Sì, perché sarebbe davvero molto interessante iniziare a “risvegliarci” dal torpore, assumere una nuova prospettiva nella comprensione del mondo e incominciare a realizzare che il potere del grembo non è solo quello di mettere al mondo le nuove generazioni ma anche quello di rigenerare il pianeta.


La necessità di espandere il concetto di fertilità e di “dare alla luce” è il punto da cui partire dichiara la Giovannini sottolineando come il concepimento, la gestazione, il travaglio e la nascita siano in realtà metafore della creazione nonché il fulcro del potere femminile che non è e non può essere relegato solo al mettere al mondo bambini. In questo senso la fertilità assume un significato lato, elevandosi al richiamo del potenziale della creazione insito dentro di noi. Possiamo essere fertili di idee infatti, di intuizioni, di progetti, di soluzioni. E proprio come accade nello stato di gravidanza, dopo un periodo di gestazione e travaglio siamo nelle condizioni di poter concepire il “nuovo” dando  vita ad aziende, libri, teorie, movimenti artistici, cultura.
La decisione di fare o meno un figlio è in assoluto una libera scelta di ogni Donna. E tale, deve rimanere. La storia ci ha viste protagoniste di non poche violenze e strumentalizzazioni, asservite ai peggiori condizionamenti famigliari e societari oltre che, spesse volte, mero strumento di procreazione. Dimostriamo di averne abbastanza: possiamo essere donne realizzate in milioni di modi e dimostrare fertilità anche senza mettere al mondo figli fisici e biologici. Avere un figlio resta sicuramente una delle esperienze più belle nella vita di una donna ma non deve essere condizionata dalla società.

Contro il rischio di “essenzializzare” il ruolo della donna insistendo sulla necessità biologica di procreare, solleviamo dunque l’importanza di espandere le nostre coscienze aprendo nuovi scenari di fertilità. Non ne verrà fuori magari un figlio, ma di certo una società migliore in cui vivere adempiendo all’unico diktat che non conosce sessismo:  l’Amore e la compassione.

Dott.ssa Viviana de Pace, Ginecologa
Dott.ssa Floriana Maraglino, Life Coach

giovedì 1 settembre 2016

Soffri di "Sindrome da rientro"?

“Non c’è che una stagione: l’estate. Tanto bella che le altre le girano attorno. L’autunno la ricorda, l’inverno la invoca, la primavera la invidia e tenta puerilmente di guastarla” scriveva Ennio Flaiano. Quanti di noi condividono questo pensiero su una delle stagioni più attese dell’anno? I dati parlano chiaro: ogni fine vacanza è accompagnata da una serie di disturbi classificati come “sindrome da rientro” in cui ansia, nostalgia e stress fanno da padrone condendo inesorabili, le prime settimane del mese di settembre. Se per alcuni il fenomeno tende a ridimensionarsi e risolversi nel giro di poco tempo, per altri può rivelarsi una vera a propria spia patologica: al rientro l'ansia ci segnala che la nostra vita routinaria non va. Un segnale forte e da non sottovalutare questo, spesso indice che la vacanza non è stata vissuta tanto come una ricarica quanto come una vera e propria fuga da una vita percepita come faticosa e a tratti insopportabile.

Dunque come affrontare e superare questa forma d’ansia?

Intanto, non serve pensare di dover cambiare tutto nella propria vita: mentre ci ripensiamo comodi sulla nostra sdraio sotto il sole di agosto, una parte del nostro inconscio programma inarrestabile, una lunga chermesse di pensieri distruttivi che nella fattispecie si sostanziano in vere e proprie rivoluzioni mentali: “quasi quasi mollo tutto e mi trasferisco altrove”, “se ci penso bene il mio lavoro non mi piace” et similia. E’ un atteggiamento piuttosto comune quanto prevedibile: la nostra mente, con l’immaginazione, ci ricorda in realtà l’importanza di sognare e di rompere la routine con nuovi stimoli. Cosa fare dunque? Sicuramente perseverare nei pensieri di malessere ci depotenzia e ci incanala in un tunnel di frustrazione sempre maggiore finendo con l’alimentare l’ansia sempre di più.
Meglio ironizzare modificando piccole abitudini capaci di agire sulla percezione delle cose e di noi stessi e contestualmente attivare quegli stati di flusso dell’anima abilitanti a sviluppare nuove soluzioni e nuove idee in pieno accordo con la nostra natura e il nostro essere.



Ecco un elenco di cose che possiamo fare subito per alleviare i sintomi dell' ansia da rientro. 

Rispettiamo il nostro bioritmo 
Non prefiggiamoci obiettivi impossibili.
Il corpo ha sempre bisogno di gradualità. Ripartiamo lentamente dagli impegni consueti e incrementiamo man mano o disperderemmo l'energia acquisita. 

Dormiamo di più 
Fin dal rientro manteniamo almeno 7 ore di sonno, provando ad addormentarci spesso prima di mezzanotte. Possiamo aiutarci con un ciclo di melatonina, una compressa  al giorno. Evitiamo sonniferi o ansiolitici, che reprimendo l' ansia fanno abituare a una vita che non vogliamo. 

Sfruttiamo l'intimità 
Non perdiamo alcune buone abitudini che si sono acquisite in vacanza, su tutti i piani. Con il partner continuiamo a cercare momenti "solo nostri", se abbiamo dei figli continuiamo a giocare con  loro come durante le ferie. 

Manteniamo la cura del corpo 
Non perdiamo la forma fisica insieme all'abbronzatura. Seguiamo un'alimentazione sana, curiamoci sia fisicamente che nell'abbigliamento. Se già non lo facciamo, troviamo un'attività sportiva che ci piace davvero e iniziamo a farla una volta alla settimana. 

Non fuggiamo dall'adesso
Non idealizziamo la vacanza appena trascorsa. Non è quello lo stile di vita ideale, ci sembra così solo perché siamo insoddisfatti. Riduciamo le aspettative "esotiche", accettiamo la ciclicità piacere/fatica. Proprio Il tempo in cui siamo "ora" può riservarci piaceri molto più intensi di quelli solo immaginati, se smettiamo di fuggirlo.

Quest’ultimo punto credo fermamente sia quello cruciale e su cui s’impone più di una riflessione. Eckhart Tolle, counselor e maestro spirituale ha dedicato gran parte della sua trasformazione al tema del tempo e alla necessità di “spezzare la sua illusione”: “il tempo non è affatto prezioso perché è solo una illusione. Ciò che ritieni tanto importante non è il tempo, ma l’unico punto che ne sta al di fuori: l’adesso. Più ti focalizzi sul tempo (passato e futuro), più ti perdi l’Adesso, la cosa più preziosa che c’è”. La filosofia tanto complessa quanto illuminante di Eckhart non può sicuramente essere spiegata in poche righe ma credo che in queste parole ci sia il seme di una grande verità: continuando a vagheggiare la prossima vacanza o a santificare la precedente correremo solo un rischio: quello di non scommettere sulle potenzialità di quello che può succedere oggi e che con arguzia e impegno concimano la base per il nostro meraviglioso futuro!



Dott.ssa Viviana De Pace, Ginecologa
Dott.ssa Floriana Maraglino, Life Coach


lunedì 27 giugno 2016

Carpe diem l'importanza di seguire le proprie passioni


"Cogli l'attimo, cogli la rosa quando è  il momento! Rendi straordinaria la tua vita" è  un  bellissimo augurio che un professore di lettere interpretato da Robin Williams dedica ai suoi alunni nel film "L'attimo fuggente"
Un insegnante incoraggia i giovani a perseguire i propri  sogni camminando a testa alta anche "sotto la tempesta ".
Nei colloqui di lavoro, ad un appuntamento  galante o quando chiacchieriamo con una persona  appena  conosciuta, cos'è  che ci descrive  veramente? La nostra piccola grande passione.
Ognuno nasce con un talento e matura abilità e competenze nel corso della propria vita.
Che sia diventare una ballerina, un calciatore, un giornalista, un dottore,  un insegnante, che sia aprirsi un'attività, far parte di un'associazione,  scrivere poesie, ogni sogno ha il diritto di essere inseguito e realizzato.
La crisi sociale ed economica  che viviamo non può  non scoraggiare, ma conoscere i dati di realtà  è  utile per organizzarci ed attrezzarci. Tutti gli obiettivi  richiedono sforzo, impegno, pazienza, cadute e ostacoli da superare!
Tuttavia affrontiamo con più  forza ed energie le sfide quando lottiamo per qualcosa che ci da' un'emozione, che ci fa brillare gli occhi! E se qualcuno  ci dice che non siamo abbastanza,  che siamo dei folli a non arrenderci , che non ce la faremo mai,  ricordiamoci che Einstein  è stato  rimandato in matematica.  Certo se qualcuno crede in noi e ci da' un'occasione  siamo avvantaggiati, se qualcuno  ci sostiene  siamo a metà strada, ma noi dobbiamo essere i primi tifosi di noi stessi.

Fare temporaneamente  un lavoro  che non ci piace per raggiungere un'indipendendenza economica, per mettere i soldi da parte a volte è necessario.
Saremo in grado di tollerare le frustrazioni  se in ballo c'è  qualcosa di più eccitante, che rispecchia  i nostri ideali! Coltivare le nostre passioni ci rende vivi, ci fa battere il cuore, tremare le mani e ci da' un'adrenalina indescrivibile. . Tutti siamo nati per lasciare un segno! Nessuno merita di aver rimpianti! Se siamo dei musicisti non dobbiamo smettere di suonare anche se per farlo dovremo perdere il sonno. Per segnare il calcio di rigore della nostra vita dobbiamo  avere coraggio. . Essere abbastanza idealisti per sperare e abbastanza realisti per realizzarci.. non è  necessario ballare alla Scala, cantare all'Arena di Verona, diventare insegnante di una scuola pubblica! Se facciamo ciò che ci piace, possiamo recitare nel teatro del nostro paese, allenare la squadra del nostro quartiere e così  via. Non è  mai troppo tardi per essere noi stessi! Rombocchiamoci le maniche! Cogliamo l'attimo! La vita è  troppo preziosa!

"È  il tempo che hai perduto  per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così  importante "
     Il piccolo principe

Dr.ssa Antonella Chibelli, Psicologa

mercoledì 15 giugno 2016

Ho camminato sul fuoco!

Questo fine settimana ho partecipato ad un incontro di crescita personale e fra le varie esperienze ho provato il fire walking: durante un rito notturno ho camminato sui carboni ardenti!!
Non solo non mi sono ustionata, ma mi ha colpito il significato metaforico di questa impresa:
Il rito inizia e siamo 60 donne in cerchio attorno ad una distesa di due metri di carboni che brillano di arancio e hanno l’aria di essere molto caldi e la prima cosa che ti viene da pensare è che siamo tutte matte.
 Poi vedi le più esperte, che sono magari alla seconda esperienza, che si buttano coraggiose e camminano per due metri sorridenti, senza smorfie di dolore e senza neanche accelerare il passo.
Ho dato per scontato che abbiano avuto altre esperienze, perché va bene il coraggio, ma dubito che se non lo vedi fare prima a qualcun altro ti lanci tranquilla su una brace di due metri.
Comunque a quel punto ti scatta qualcosa dentro e pensi: se lo fanno loro posso farlo anch’io e allora ti butti anche tu  e scopri che lo puoi fare e che non ti stai ustionando e che probabilmente sopravvivrai senza postumi  alla prova.
Ora è sempre possibile che io abbia frainteso tutto e poi ognuno è libero di imparare dalla stessa esperienza qualcosa di diverso, ma la mia interpretazione è questa: pensi che una cosa sia impossibile poi vedi altri che ce la fanno e pensi che puoi farcela anche tu e improvvisamente l’impossibile diventa possibile. Ti accorgi a quel punto che quello che ti bloccava era solo a livello mentale.
 Nella vita reale invece se abbiamo un progetto o, se vogliamo chiamarlo con il suo vero nome, se abbiamo un sogno a chi possiamo ispirarci? Basterebbe accorgersi dei modelli positivi che esistono per pensare di potercela fare anche noi. Basterebbe se i Media e il pessimismo dilagante non remassero contro!!
 La televisione non fa che terrorizzarci sul fatto che converrebbe anche evitare di respirare poiché siamo recessione, accontentati se qualcuno ti assume con gli stipendi al minimo storico e sii grato anche se si tratta di un lavoro che odi. E dal punto di vista storico non c’è dubbio che seguire le proprie aspirazioni sia un dilemma di questo secolo perché il lavoro è sempre stato principalmente qualcosa che serviva a portarti il pane a casa.
 Se mi guardo intorno però mi rendo conto che non è facile abbandonare le poche certezze che hai per buttarti su una prospettiva di realizzazione personale. Non conosco praticamente nessuno in questo momento che sta dimostrando questo coraggio. Ed è ovvio che ha quel punto pensi che ci sarà pure un motivo, che non è solo questione di un blocco mentale generalizzato, che forse la pazza sei tu, o forse no?
E’ ovvio che dopo che raccogli il coraggio e ti butti nel sogno devi poi focalizzarti su impegno e costanza per farlo funzionare, ma magari esiste un esercizio del genere del  fire walking anche per questo ;-))
Dr.ssa Viviana de Pace, ginecologa

mercoledì 1 giugno 2016

Essere felice con l'Ho'oponopono

Ho’oponopono  è un’antica arte hawaiana di risoluzione dei problemi. Consiste nel prenderci al 100 per cento la responsabilità degli eventi della nostra vita e vederli come opportunità per riconoscere i nostri condizionamenti sociali.
Il principio è questo:
Durante la nostra giornata in base alla situazioni che si presentano ci capita di decidere, agire o sentire emozioni. Ci adattiamo alle circostanze esterne e crediamo che questo sia quello che siamo e  in questo modo lasciamo che ciò che possediamo, le circostanze egli input esterni definiscano la nostra identità.
In realtà le situazioni non sono mai quello che pensiamo che siano. Quando discuti a proposito di qualcosa che sta accadendo in quel momento renditi conto che ciò che si ripete sono i tuoi ricordi e la tua reazione non ha niente a che fare con il momento presente.
Non pensiamo partendo da una tabula rasa, liberi da preconcetti, condizionamenti, paure e giudizi.
Ogni cosa che pensiamo si basa sui nostri ricordi, sulla nostra programmazione. Quando eravamo bambini abbiamo sentito e visto determinate cose. Magari gli altri hanno fatto o detto qualcosa, e basandoci su quelle esperienze abbiamo preso delle decisioni.
A un certo punto abbiamo cominciato a credere che la realtà fosse in un certo modo e l’abbiamo resa così. Siamo rimasti intrappolati in questo circolo vizioso di riproduzione perpetua di ciò che credevamo.
Siamo molto attaccati alle nostre opinioni ma non ci rendiamo conto delle milioni di credenze che possediamo, e molte di queste sono in conflitto tra loro.
Noi tendiamo ad analizzare tutto attraverso dei filtri. Questi filtri sono i nostri attaccamenti, le nostre credenze e le nostre paure.
Non vediamo la realtà, piuttosto, ciò che i nostri filtri ci permettono di percepire.
Il peggio è che, in base alla legge di attrazione, non incontriamo nulla se non eventi e persone che ci assicurano che la nostra visione è giusta e che siamo vittime delle circostanze. Siamo intrappolati in un circolo vizioso.
Come ha detto Albert Einstein: “Follia è continuare a fare sempre la stessa cosa e aspettarsi un risultato diverso”
Puoi osservare gli eventi che accadono nella tua vita e prenderti la responsabilità di averli creati dicendo: “ Mi dispiace, per favore perdonami per qualunque cosa in me abbia creato questo”. Prendendo consapevolezza della credenza che l’ha creato te ne libererai e con essa svaniranno anche le emozioni negative che vi sono collegate.
Questo ti permetterà di sentirti più libero, meno condizionato e più consapevole di te stesso.
Tratto dal libro: Scegli la felicità con Ho’oponopono di Mabel Katz.
Dr.ssa Viviana De Pace, ginecologa

lunedì 23 maggio 2016

L'importanza dell'attività fisica in gravidanza


Una qualsiasi attività finalizzata a “far muovere” il corpo è utilissima perché è un’occasione
per conoscere o riconoscere le proprie potenzialità e i propri limiti. Si partorisce col corpo,
si allatta col corpo, il corpo è una grande risorsa, quindi è molto importante conoscerlo,
averne consapevolezza e curarlo.
E' spesso grazie al lavoro corporeo che la donna scopre dentro di sé quella grande forza e
potenza, quel sapere profondo che è l'ingrediente essenziale per vivere la maternità come
esperienza di crescita e appagamento.
Allontanando le tensioni corporee si attenuano notevolmente anche quelle emotive;
l'autostima aumenta, la mamma si sente “competente”, ha fiducia nelle sue risorse
endogene e “magicamente” si placa il turbinio di condizionamenti negativi che la circonda.
Le evidenze scientifiche hanno dimostrato con chiare prove di efficacia l'importanza del
movimento in gravidanza ai fini del benessere materno-fetale.



LE TECNICHE CORPOREE
- STRETCHING: è una ginnastica dolce studiata per favorire l'allungamento e il
rilassamento dei muscoli di tutto il corpo. La sua pratica rende le articolazioni e i
muscoli più elastici, morbidi e mobili favorendo un travaglio meno doloroso e più
veloce. La donna si scopre forte e fiduciosa del suo corpo. Ciò risveglia in lei
l'istintualità dalla quale si farà guidare durante il travaglio e il parto. E' consigliabile
iniziare la pratica già dal quarto mese.
- YOGA PRENATALE: da questa millenaria disciplina indiana derivano molte
tecniche attualmente in uso nella preparazione al parto, come lo stretching,
l'eutonia, l'ipnosi, il R.A.T. In gravidanza lo yoga permette di stabilire un contatto
profondo con se stesse attraverso movimento, respirazione e visualizzazioni. Alcuni
esercizi abituano il perineo a distendersi e a favorire la discesa del bambino nel
canale da parto. Durante il travaglio e parto lo yoga favorisce l'abbandono, la
distensione, l'apertura. Tra una contrazione e l'altra la donna ritrova forza, equilibrio
ed armonia interiore. Anche lo yoga è bene iniziarlo dal secondo trimestre.
- TAI JI: pratica di origine cinese si presenta come una sorta di danza al rallentatore.
Si impara una semplice sequenza di movimenti fluidi, lenti e armoniosi che
richiamano gli elementi della natura. Definita anche meditazione in movimento,
aiuta a ritrovare calma e rilassamento, a sciogliere le articolazioni e ad alleviare le
tensioni. Spesso la coreografia è accompagnata da musiche piacevoli e
rasserenanti. Durante il travaglio, nelle pause tra una contrazione e l'altra, i
movimenti del tai ji riequilibrano l'energia, portano serenità e pace interiore. In
gravidanza può essere praticato in qualsiasi epoca gestazionale.
- DANZA DEL VENTRE: potente danza medio-orientale che coinvolge tutto il corpo e
ne migliora il portamento e la postura alternando movimenti morbidi e lenti a
movimenti scattanti e secchi. E' la danza della mobilità del bacino per eccellenza
poiché sollecita vigorosamente l'area pelvica, tonifica il pavimento pelvico, potenzia
gli addominali, gli adduttori e i glutei. Migliora l'immagine di sé. Durante il travaglio e
il parto i movimenti di questa danza aumentano il diametro pelvico, favoriscono i
movimenti di rotazione e flessione fetale e la fase espulsiva. Da iniziare nel
secondo trimestre.
- DANZA CREATIVA: le donne sono libere di danzare seguendo in modo autonomo
e creativo quel che certe parole, musiche o immagini evocano in loro. La danza
creativa risveglia l'istintualità, la fluidità, la flessibilità, qualità essenziali per vivere
con serenità i cambiamenti globali che la maternità comporta. Fisicamente la danza
provoca una sorta di massaggio interno che lavora sul sistema linfatico, migliora la
circolazione, scioglie le tensioni muscolari e della colonna, rende elastico il bacino.
Si può danzare in qualsiasi epoca gestazionale.
- MOVIMENTO IN ACQUA: a chi ama questo elemento il movimento in acqua a
33/34° dona un grande benessere generale dovuto al rilascio di endorfine che
l'acqua favorisce. Le articolazioni trovano grande sollievo alleviate della riduzione
notevole del peso corporeo. L'acqua migliora il ritorno venoso, riduce l'edema degli
arti inferiori, stimola la funzione di evacuazione, stimola un buon tono
cardiovascolare, migliora la capacità respiratoria. Da iniziare in qualsiasi epoca
gestazionale.
- PILATES: metodo nato in Germania il secolo scorso, propone esercizi che si
concentrano sul baricentro della donna, il quale durante la gravidanza tende a
spostarsi in avanti a causa del peso del pancione, provocando forti dolori alla
schiena; i movimenti suggeriti dal pilates servono a sciogliere i muscoli del dorso, a
rafforzare quelli del perineo e insegnano a respirare in modo corretto.
In genere, le lezioni di pilates in gravidanza iniziano dopo il primo trimestre e
possono continuare per tutta la durata della gestazione.

Dott.ssa Monica Dal Molin, Educatrice Prenatale

martedì 10 maggio 2016

Alimentazione e sindrome premestruale

La sindrome premestruale è una condizione tipica di tutte le donne in età fertile e si avverte da 7 a 15 giorni prima l’arrivo del ciclo mestruale stesso. I sintomi sono vari e cambiano da donna a donna, possiamo avere acne, ansia, bassi livelli di energia, tensione, irritabilità, depressione, modificazioni del desiderio sessuale e cambiamenti repentini di umore.
Ovviamente alla base di tutto questo vi è la produzione ormonale che a partire da 5-10 giorni prima dell’arrivo delle mestruazioni vede una diminuzione dei livelli di progesterone con un aumento di estrogeni responsabili degli sbalzi di umore.
I consigli alimentari per combattere o perlomeno attenuare questi sintomi sono innanzi tutto ridurre il consumo di prodotti animali e prediligere le verdure, le donne vegetariane rispetto a quelle onnivore espellono con le feci circa il 50% in più di estrogeni e si pensa che questo sia dovuto al consumo massivo di fibre.  Inoltre i fitoestrogeni presenti nei vegetali contribuiscono a un riequilibrio quando nella fase premestruale sono alti gli estrogeni.






 Per assicurare un buon apporto di fitoestrogeni in tale fase bisogna aumentare il consumo di soia che ne contiene livelli alti e unire a questa il consumo di altri legumi e verdure a foglia scura in quanto contengono la vit B6 che ha anch essa effetti positivi sul metabolismo degli estrogeni. Molti studi hanno dimostrato che supplementi di Vit B6 in questo periodo riduce notevolmente i sintomi nel 83% delle donne trattate.
Infine un’integrazione naturale può essere fatta con l’estratto di Agnocasto, preso al mattino per diversi mesi sembra ridurrei sintomi della fase premestruale.

Dr.ssa Rosa Corigliano, biologo nutrizionista

venerdì 6 maggio 2016

IL POTERE DELLA COMPRENSIONE PER VIVERE BENE

La vita ci pone continuamente davanti a delle sfide e a delle difficoltà, ma quando ci sentiamo affaticati, tristi, arrabbiati esiste una medicina efficace, a mio parere la più efficace e si chiama COMPRENSIONE.
Quando vediamo qualcuno star male, il nostro istinto, spesso, ci spinge a fornire buoni consigli o a spronare la persona con l’obiettivo di farla reagire. In realtà, possiamo aver a disposizione tutte le soluzioni del mondo, ma se il bisogno non viene accolto, l’incomprensione può solo far più sprofondare nella sofferenza. Un amico, un fidanzato/a, un genitore non possono vivere la nostra esperienza, ma possono avvicinarsi al dolore e aiutare ad esprimerlo e a condividerlo. Questo non significa abbandonarsi agli altri, dipendere dal loro sostegno dimenticando le proprie capacità. Semplicemente ci sono momenti in cui le nostre ali hanno bisogno di essere curate, perché solo in questo modo ci permetteranno di volare più in alto e con più forza.
Non è facile trovare persone che possano capirci, ma accade. Le esperienze negative spesso creano sfiducia negli altri, ma bisogna star attenti e non correre il rischio di chiudersi. Nel “Piccolo Principe” Antoine de Saint-Exupery ci insegna che “Non dobbiamo odiare tutte le rose, perché una spina ci ha punto”. Dare una seconda possibilità alla vita, accettare il passato e impegnarsi per costruire il futuro sono tappe necessarie per raggiungere la meta “felicità”.




Incontrare una persona che ci sussurra con il cuore “Io ti capisco, non vivo la tua vita, ma posso immaginare quello che stai provando, avrai delle ragioni per comportarti così anche se magari non condivido il tuo comportamento”, fa la differenza e ha un enorme potere terapeutico. Se si tratta di una persona significativa per la propria vita, acquista ancora più valore, ma se si tratta di una conoscenza è altrettanto speciale quello che accade. Vivere la bellissima ed entusiasmante esperienza del sentirsi capiti è il primo passo verso il cambiamento. Solo se ci rassereniamo, possiamo metterci in gioco e scoprire cosa far in prima persona per migliorare la nostra vita. Noi siamo i conducenti della nostra automobile, ma il viaggio è più affascinante se siamo accompagnati da passeggeri che condividono con noi strade a volte tortuose.
“Non sottovalutiamo l’efficacia di un sorriso, di una parola gentile, di una carezza, di un abbraccio”. È importante scorgere ciò che c’è dietro ai comportamenti, non accontentarsi dell’apparenza. Se proprio non ci sentiamo capiti, diamo noi l’esempio! A volte l’esempio è più efficace di mille parole.
Capire ed essere capiti non è facile, ma è un allenamento quotidiano, che può consentire di vivere più in armonia con se stessi e con gli altri.

Dott.ssa Antonella Chibelli, psicologa

lunedì 11 aprile 2016

Trovare risposte ai propri bisogni.... in gravidanza


Purtroppo nel linguaggio comune parliamo ancora oggi di corso pre-parto o corso nascita,
ma è sbagliato. Fare un corso presuppone che qualcuno debba prepararsi per qualcosa,
per un esame, una prova, ma così non è; i corsi oggi non dovrebbero essere unicamente
finalizzati a preparare la donna ad affrontare e gestire il dolore del parto - retaggio della
vecchia definizione di “corso di preparazione al parto” - bensì uno spazio in cui è
auspicabile che la donna e/o la coppia trovino ascolto e risposte ai loro bisogni in
gravidanza e nel dopo parto.
I corsi di accompagnamento alla nascita così intesi (la dicitura migliore dovrebbe essere
“incontri di accompagnamento alla nascita”) sono di grande supporto non solo alle
mamme al primo figlio ma anche alle donne che hanno già altri figli; ogni gravidanza è
unica e le donne in questi corsi trovano spazi e tempi per ascoltarsi, essere ascoltate ed
entrare in empatia col nuovo bimbo. A casa sono costantemente occupate
dall'accudimento degli altri figli e ritagliarsi uno spazio per sé diventa un'impresa
impossibile.
Tuttora molti corsi sono un susseguirsi di incontri a tema condotti da un' unica persona
oppure da un alternarsi di operatori diversi che trattano gli argomenti di loro competenza
(un po’ come si fa nelle istituzioni scolastiche). Spesso in questo modo si predilige la
competenza dell’operatore piuttosto che i veri bisogni delle donne; non si affrontano
argomenti o attività ritenute utili dalle donne.
E' opportuno che le mamme e le coppie si informino sui diversi tipi di corsi che il proprio
territorio offre in modo da scegliere in base alle proprie esigenze. Attualmente in tutta Italia
c'è ampia possibilità di scelta, sia nel pubblico che nel privato.



Cosa si fa negli incontri del percorso nascita
In genere nei moderni corsi di accompagnamento alla nascita i genitori scoprono con
piacere che possiedono già delle competenze innate e notevoli risorse interiori. Chi
conduce i corsi non si pone come “l'esperto” che istruisce e dà consigli ma facilita piuttosto
l'emergere dei bisogni reali delle donne in attesa. In tal senso ad ogni incontro si invita le
mamme alla partecipazione attiva e il “cosa si fa” dipende di volta in volta dai bisogni e
dalle necessità che emergono da ciascun gruppo. Sia le informazioni che il lavoro
corporeo variano in base alle esigenze del gruppo.
Sono certamente da preferire i corsi che prevedono vari momenti: momenti dedicati
all’attività informativa, alla discussione e alla conoscenza di sé attraverso il movimento
corporeo. E' essenziale partecipare anche solo semplicemente per il piacere di stare
insieme, per condividere i cambiamenti, le emozioni, le paure e i dubbi.
Il momento dedicato all’attività corporea può spaziare da semplici esercizi di respirazione
e rilassamento a momenti dedicati al canto, alla danza creativa, del ventre, al Tai Ji, allo
stretching, alle posizioni per il parto, agli esercizi di consapevolezza del perineo, ecc.
Cosa acquisiamo in un corso di accompagnamento alla nascita
- Strategie per gestire lo stress
- Riscoprire ed attivare le risorse personali tra cui l'istinto e le sensazioni personali
- Procurarsi informazioni, valutare le scelte possibili
- Essere in grado di identificare i propri limiti, le proprie forze e debolezze
- Competenza nella comunicazione di base
- Capacità di assumersi le proprie responsabilità
- Capacità di essere flessibili
- Consapevolezza del respiro, della postura e armonia dell'unità corpo-mente

Monica Dal Molin, Educatrice Perinatale

lunedì 4 aprile 2016

GLI HUNZA IL POPOLO CHE VIVE FINO A 150 ANNI

Qualche giorno fa fui attratta on-line da diversi articoli che recitavano che Il popolo degli Hunza è considerato la popolazione più longeva al mondo.
Gli Hunza sono una popolazione che vive nelle valli settentrionali del Pakistan, in isolamento, in circa 150 villaggi, situati ad un’altitudine fra il 1660 m e 2450 sul livello del mare.
Vivono in media 130/140 anni.
Durante la vita sono incredibilmente attivi, lavorano solitamente nei campi e curano i loro figli con estrema vitalità.
 Viene riportato come le donne siano prolifiche ben oltre l’età della nostra menopausa.  Non si ammalano mai e hanno delle sorprendenti difese immunitarie
 Gli strumenti che utilizzano per la loro longevità sembrano essere il digiuno a cui sono sottoposti ogni anno nei mesi invernali, l’alimentazione vegetariana ipocalorica e l’acqua alcalina presente nelle loro terre.
Per loro si tratta di una situazione forzata dovuta ai mesi di carestia invernale, ma in realtà il semi-digiuno che loro attraversano sembra essere ottimo per lo smaltimento delle tossine e il rinnovamento cellulare.


Stranamente non risentono del digiuno in termini di debolezza, ma sono estremamente vitali.
Peccato che, al culmine del mio entusiasmo, io abbia trovato on-line un altro articolo dove viene riportato che la longevità degli Hunza sarebbe in realtà derivante da un errore iniziale del primo esploratore che li visitò verso la fine del 1800.  John Clark un medico che rimase con loro negli anni 50 circa due anni per studiarli riportò in realtà che calcolavano l’età in modo diverso dal nostro sommando gli anni biologici ad altri anni ricavati da esperienze e saggezza.
Ma ormai la leggenda era stata costruita e le aziende di integratori alimentari la cavalcano poichè avevano interesse nel promuovere uno stile di vita salutistico.
 E quindi?
Come per tutte le cose della vita prendiamo il meglio dove possiamo con un po’ di buon senso.
Sicuramente mangiando vegetariano e aggiungendo acqua alcalina e digiuno non si vive fino a 150 anni ma anche mangiare qualsiasi schifezza proprio benissimo non fa!
Ascoltate il vostro corpo e sentite ciò che vi fa stare bene, vedrete allora che non avrete bisogno di ascoltare le correnti di Internet sulle ultime mode in fatto di diete.
Buon Hunza a tutti!!

Dr.ssa Viviana De Pace, Ginecologa

sabato 2 aprile 2016

PREVENIRE E' MEGLIO CHE CURARE

Il concetto di prevenzione può sembrare apparentemente semplice, ma in realtà offre spunti di riflessione sia per il medico che per il comune cittadino.
Può essere utile definire intanto cosa si intende per prevenzione. Usiamo il termine prevenzione primaria per indicare tutto quello che viene messo in atto allo scopo di evitare che insorga una malattia; si chiama prevenzione secondaria la ricerca dei segni precoci di una malattia per interferire con il suo sviluppo il più presto possibile; la prevenzione terziaria consiste invece nell'individuare il più rapidamente e precisamente possibile le corrette procedure terapeutiche per ridurre al massimo la durata della malattia.
Si pone poi il problema di chi debba effettuare l'opera di prevenzione. Se, infatti, per la secondaria e terziaria non c'è dubbio che le azioni spettino al medico, la forma di prevenzione primaria sfugge al controllo del professionista e rientra nei compiti specifici di ogni persona. Ciononostante al medico dovrebbe spettare il compito di indicare ai suoi assistiti quali sono i reali strumenti da mettere in atto per effettuare una prevenzione primaria ideale. In alternativa al suo intervento, del resto poco probabile nella nostra cultura poiché nessuno si rivolge al medico per chiedere come fare a mantenere il proprio stato di salute, quest'opera di indottrinamento viene svolta da giornali, televisioni, passa parola, amici e quant'altro.
Nel frattempo, così dice la scienza, le malattie strettamente legate ad errori nello stile di vita stanno aumentando sia come frequenza che come numero.
Il primo elemento dello stile di vita che viene chiamato in causa per l'origine di molti stati patologici è certamente l'alimentazione. Le abitudini sono clamorosamente cambiate. Si mangia troppo, ci si muove poco, si compiono errori alimentari e nel frattempo il cibo sta perdendo progressivamente i suoi valori nutrizionali naturali per lasciare spazio ad una chimica di dubbio valore.
Il fondo internazionale per la ricerca sul cancro è continuamente attivo per suggerire comportamenti ideali per prevenire delle patologie cronico-degenerative ed i tumori. A proposito dei nutrienti dice che questi dovrebbero essere assunti prevalentemente con l'alimentazione, riferendosi ad una qualità di cibo ideale che ormai è diventato sempre più difficile trovare. È per questo che occorre ricorrere ad una corretta integrazione che riporti a livello normale i principi attivi, in particolare vitamine, minerali, enzimi e fibre, fondamentali per il mantenimento o il recupero della salute.





Anche il settore dell'integrazione, però, diventa spesso vittima di interessi economici, a scapito della qualità. È bene dunque rivolgersi ad aziende solide, idealmente presenti sul mercato da molti anni, che propongono prodotti di derivazione naturale e certificata.
Se queste indicazioni vengono proposte da un medico questi farà in modo che si inseriscano in un contesto dove sia presente un’importante attenzione verso tutti gli aspetti dello stile di vita così da rendere più efficace il suo intervento terapeutico e responsabilizzare il proprio paziente nel percorso verso la guarigione.

Io mi occupo di salute e benessere per una ditta di integratori del tutto naturali registrato al ministero della salute in Italia e in oltre 160 paesi al mondo, presente sul mercato internazionale da 37 anni e sarei lieta di fornire informazioni a chiunque si voglia avvicinare a questi prodotti.



Daniela De Masi, ConsulenteFLP
dani78demasi@gmail.com

mercoledì 30 marzo 2016

Ti accompagno alla nascita!

Frequentare un corso di accompagnamento alla nascita riveste oggi più che mai la sua importanza, è un' occasione privilegiata per la donna di fermarsi per dedicare tempo a se stessa e al bimbo in arrivo. Frequentare un corso di accompagnamento alla nascita, indipendentemente da cosa si fa e da come si articola, è di per sé terapeutico in quanto il corso diventa lo spazio in cui ci si prende cura di se stesse. Le mamme dedicano speciale attenzione ai propri vissuti, si ascoltano ed accolgono i cambiamenti della gravidanza, i cambiamenti di ruolo, le nuove emozioni, le paure emergenti. Si ha la preziosa opportunità di maturare scelte informate attraverso il confronto e lo scambio con gli operatori e con le altre mamme. Ci sono incontri dedicati a sole donne, altri destinati alle coppie.
Negli incontri di coppia il futuro papà scopre cosa può fare per dare sostegno fisico e psicologico alla sua compagna durante la gravidanza, il travaglio, il parto e nel dopo-parto. Ad esempio, si provano insieme  esercizi di  respirazione, alcuni massaggi e le posizioni antalgiche che le donne possono assumere in travaglio e parto col supporto di chi le accompagna.






Un tempo per “fermarsi”...

Nella nostra società il ruolo della donna coincide spesso con quello della donna che lavora dentro e fuori casa; la competizione con l’altro sesso e il voler dimostrare costantemente la parità di diritti e doveri, conducono la donna, nonostante il suo stato di gravidanza, a non “fermarsi”, a non assecondare i nuovi bisogni che la maternità comporta “.
Anche le leggi che tutelano le madri lavoratrici in regime di dipendenza consentono da alcuni anni di lavorare il più a lungo possibile in gravidanza a favore di un’assenza maggiore nel dopo parto, al pari delle libere professioniste, che già naturalmente lavorano sino alla fine della gravidanza, proprio per ritagliarsi un tempo maggiore da dedicare al figlio nel dopo il parto. Questo nuovo scenario sociale costringe spesso le donne in attesa  a non dedicare tempo né a se stesse né al bimbo. Quanto di più sbagliato, perché il rapporto con il bimbo/a in arrivo si dovrebbe costruire già da ora: più precoce e intenso è questo rapporto in gravidanza tanto più stabile ed equilibrato sarà il rapporto dopo la nascita.

Monica Dal Molin, Educatrice Perinatale