ATTACCAMENTO
Oggi voglio parlarvi di un argomento che mi sta molto a cuore: la teoria dell’attaccamento di Bowlby.
Alla nascita il bimbo ha già strumenti affinati per sentire i segnali dell’ambiente in cui vive. Avvicinarsi al capezzolo e aggrapparsi sono reazioni per non perdere la madre, bisogni primari legati agli apprendimenti di base.
Se il contatto con la madre è caloroso e di conforto, si sente accettato.
Un bambino che sperimenta il piacere che la madre prova nello stare con lui svilupperà un’immagine positiva di se stesso.
La figura materna funge da specchio: il bambino si riconosce nello sguardo e nei sorrisi di sua madre. La continuità delle risposte materne rassicura il bambino.
L’attaccamento è un intenso legame emotivo tra il genitore ed il bambino che spesso inizia durante la gravidanza e continua dopo la nascita. Come qualsiasi relazione, il legame emotivo richiede tempo per crescere e svilupparsi. Fattori cruciali per l’attaccamento includono la qualità del tempo con il bambino, l’interazione faccia a faccia, lo stretto contatto fisico e l’ esperienze sensoriali come l’olfatto, l’udito, il gusto e il tatto.
È importante fornire una base sicura da cui un bambino possa partire per affacciarsi al mondo esterno e a cui possa ritornare sapendo per certo che sarà il benvenuto, nutrito sul piano fisico ed emotivo, confortato se triste, rassicurato se spaventato.
Quando un individuo si sente sicuro è probabile che esplori allontanandosi dalla figura di attaccamento.
Quando è allarmato, ansioso e stanco, sente una spinta ad avvicinarsi.
Il bambino sicuro è più felice e gratificante da curare e anche meno esigente di un bambino ansioso.
Abbiamo bisogno della base sicura nelle condizioni di stress in quanto grazie ad essa riusciamo a rilassarci.
I fattori che favoriscono l’attaccamento sono:
• Mantenere la vicinanza fisica garantisce anche la sopravvivenza psicologica del piccolo
• Consolare il bambino quando è arrabbiato, quando ha sonno e quando piange senza apparente motivo, contribuisce ad incrementare la sua fiducia nei confronti della figura di accudimento. Il bambino si sente, infatti, riconosciuto nei suoi bisogni e desideri.
• Guardare negli occhi del bambino è un modo fantastico per conoscerlo e capirlo, un modo vitale di comunicare
• Portare il bambino in un marsupio permette di stare vicini e crea un ambiente intimo e sicuro per il bambino e promuove un forte legame tra loro.
• Cantare è un modo musicale di parlare e i bambini semplicemente lo adorano.
Canzoni e filastrocche fanno più che intrattenere; migliorano il legame madre-bambino e valorizzano le competenze di socializzazione.
L’attaccamento sicuro garantisce un funzionamento efficace della personalità e della salute mentale del bambino.
La teoria più importante, però, secondo me, è quella del cuore: un genitore che ama il suo bambino non potrà che renderlo felice, quindi deve garantirsi il diritto di abbandonarsi alle emozioni insieme a lui, condividerle e affrontare le paure che naturalmente ci sono, ma possono essere sconfitti dalla volontà di vivere al meglio il legame con il proprio figlio.
Dott.ssa Antonella Chibelli, Psicologa.
sabato 19 settembre 2015
venerdì 18 settembre 2015
Il metodo di Catherine Kousmine
Oggi voglio parlavi, a mio avviso, di una Grande Donna..la dottoressa Kousmine e il suo metodo alimentare.
Mi sembrava doveroso, parlando su un blog per le donne, ricordarla e presentarla a coloro che non la conoscono.
Tutto quello che riporto è preso dal suo libro “La tavola della salute” che vi consiglio di leggere non solo per conoscere i suoi studi ma anche per provare tutte le ricette che lei propone.
Medico svizzero, nata nel 1906 quando le donne venivano considerate nulla lei si laurea in medicina e inizia i suoi studi sulla correlazione tra alimentazione e patologie…pensate quanto era avanti!
Durante la prima guerra mondiale inizia a fare ricerca sulla correlazione tra cancro e alimentazione e nel 1949 applica le sua scoperte a un malato di cancro che lo vede sopravvivere fino all’età di 89anni; e questo è solo il primo di tutti i suoi successi,ovviamente è ricoperta di critiche ma i risultati delle sue ricerche sono inequivocabili.
Secondo la dott.ssa kousmine mangiare sano insieme all’uso di integratori, igiene intestinale, mantenimento del peso corporeo, mantenimento del giusto pHecc….salvano la vita e ridanno qualità all’esistenza di moltissimi pazienti.
Ci tengo a precisare che il suo metodo non è stato mai validato dalla medicina tradizionale, è un metodo empirico basato sull’esperienza pratica di 50 anni di esercizio professionale.
Il tipo di alimentazione che propone evitare numerose patologie è ispirato all’alimentazione dei contadini del 1800 e prevede:
- Colazione con the leggero e crema Budwig ;
- Pranzo con verdure crude condite con olio evo, patate al vapore e una porzione di fegato, carne o pesce magri ( per i vegetariani formaggio fresco o un uovo alla coque) tutto accompagnato da una buona razione di cereali integrali cotti;
- Merenda con frutta e verdure crude e qualche noce;
- Cena come il pranzo ma in porzioni ridotte e senza carne, usando il pane fatto in casa e le gallette ai cereali fatte in casa.
Ricetta per la crema:
-
SBATTERE IN UNA CIOTOLA 4 CUCCHIAINI DI FORMAGGIO BIANCO MAGRO E DUE DI OLIO DI SEMI DI LINO FINO A RIDURRE IL TUTTO A CREMA
-
AGGIUNGERE MEZZO LIMONE A SUCCO,UNA BANANA MATURASCHIACCIATA, UN CUCCHIAIO DI MIELE,1 O 2 CUCCHIAINI DI SEMI OLEOSI MCINATI (LINO, NOCI, MANDORLE O NOCCIOLE ) E DUE CUCCHIAINI DI CEREALI INTEGRALI E FRUTTA FRESCA A SCELTA
Questa crema è un pasto naturale, composto da prodotti freschi e aiuta a mantenere la sazietà fino a sei ore.
Ovviamente io vi ho riassunto in linee generali ma il tutto è molto più complesso,personalmente uso molto questo metodo nella mia pratica professionale quotidiana e i risultati sono ottimi in termini di calo ponderale e di benessere psicofisico.
Dott.ssa Rosa Corigliano, biologa nutrizionista
giovedì 17 settembre 2015
Il primo sguardo, il primo legame
Conoscete l'importanza del primo sguardo? Sapete quanto valore ha il primo legame?
Marshall Klaus, monumento della neonatologia e dell'accoglienza amorevole dei nuovi nati, dichiara: "Io credo che si potrebbe dire molto sui vantaggi di iniziare la vita osservando la propria madre."
E' un'espressione semplice ma ricca di significato: il primo sguardo del neonato quando viene al mondo dovrebbe essere per la propria madre, il primo abbraccio dovrebbe essere nelle sue braccia, il primo bacio dato dalle sue labbra, il primo legame che dovrebbe instaurarsi dovrebbe essere con lei.
Tutti questi condizionali si devono trasformare in tempi indicativi, perchè tutto ciò non deve essere un'utopia ma la realtà.
Quando una donna partorisce, vive un'esperienza unica, che la mette in contatto con il profondo, il mistero, un'esperienza che Michel Odent definisce trascendente, quindi intimamente legata al sacro.
La nascita rappresenta l'evento apicale dell'esistere, sia per la madre che il neonato.
Ma una nascita nonviolenta!
Ho riflettutto molto sull'espressione non violenta e mi sono fortemente interrogata sul perchè si è deciso di scriverlo tutto insieme: suppongo, a mio avviso, che sia per sottolineare che non si vuole violenza, termine che si potrebbe tranquillamente sostituire con pace, ma che invece volutamente si utilizza per sottolineare che la violenza, quella ostetrica spesso taciuta e non riconosciuta, esiste e va sconfitta.
Riflettere quindi sulla nascita, diffondendo una cultura della nascita nonviolenta, accompagnando le donne in attesa e durante il travaglio e il parto a vari livelli e con più competenze professionali significa fare prevenzione sul piano individuale e sociale.
Gabriella Falcicchio, ricercatrice in pedagogia, scrive: "Nascere "bene", è ora di affermarlo a gran voce, fa la differenza in termini di salute sia fisica sia psichica.
Nascere bene significa nascere nella pace, che non è un bene individuale o esclusivo, ma è un dono che circola tra tutti. Un bambino che nasce bene ha più probabilità di essere un dono di pace per tutti."
E' un'espressione semplice ma ricca di significato: il primo sguardo del neonato quando viene al mondo dovrebbe essere per la propria madre, il primo abbraccio dovrebbe essere nelle sue braccia, il primo bacio dato dalle sue labbra, il primo legame che dovrebbe instaurarsi dovrebbe essere con lei.
Tutti questi condizionali si devono trasformare in tempi indicativi, perchè tutto ciò non deve essere un'utopia ma la realtà.
Quando una donna partorisce, vive un'esperienza unica, che la mette in contatto con il profondo, il mistero, un'esperienza che Michel Odent definisce trascendente, quindi intimamente legata al sacro.
La nascita rappresenta l'evento apicale dell'esistere, sia per la madre che il neonato.
Ma una nascita nonviolenta!
Ho riflettutto molto sull'espressione non violenta e mi sono fortemente interrogata sul perchè si è deciso di scriverlo tutto insieme: suppongo, a mio avviso, che sia per sottolineare che non si vuole violenza, termine che si potrebbe tranquillamente sostituire con pace, ma che invece volutamente si utilizza per sottolineare che la violenza, quella ostetrica spesso taciuta e non riconosciuta, esiste e va sconfitta.
Riflettere quindi sulla nascita, diffondendo una cultura della nascita nonviolenta, accompagnando le donne in attesa e durante il travaglio e il parto a vari livelli e con più competenze professionali significa fare prevenzione sul piano individuale e sociale.
Gabriella Falcicchio, ricercatrice in pedagogia, scrive: "Nascere "bene", è ora di affermarlo a gran voce, fa la differenza in termini di salute sia fisica sia psichica.
Nascere bene significa nascere nella pace, che non è un bene individuale o esclusivo, ma è un dono che circola tra tutti. Un bambino che nasce bene ha più probabilità di essere un dono di pace per tutti."
E mi piace concludere il post di oggi con le parole di Ibu Robin Lim, ostetrica di fama mondiale: "La pace nel mondo si fa un bambino alla volta, con la nascita gentile."
Dott.ssa Maria Luisa Pesce, Ostetrica
martedì 15 settembre 2015
DIAFRAMMA E PERINEO
Buongiorno a tutte!
Come promesso, oggi parliamo di diaframma e perineo e di come uno influenzi l’altro.
Per comprendere il legame tra queste due strutture, dobbiamo immaginare la cavità addominale come una stanza:
•
il soffitto è il diaframma;
•
il pavimento è il perineo;
•
la parete in fondo è rappresentata dalla colonna vertebrale;
•
le pareti laterali e frontali sono costituite dai muscoli addominali.
Soffitto, pavimento e pareti dipendono gli uni dagli altri ed è facile immaginare come il movimento o la compromissione funzionale di uno di essi gravi sugli altri.
I rapporti tra le strutture che ho citato non sono fissi. Variano,infatti:
•
in gravidanza (l’aumento di volume dell’utero spinge in alto il diaframma);
•
durante la giornata, poiché retto e vescica si riempiono e si vuotano più volte nelle 24 ore;
•
con ogni atto respiratorio, per la precisione circa 14-20 volte al minuto in condizioni di normalità.
Un atto respiratorio comprende l’inspirazione , con cui immettiamo l’aria ricca di ossigeno nei polmoni, e l’espirazione, con cui eliminiamo l’anidride carbonica.
Cosa succede fisiologicamente alla nostra stanza durante la respirazione?
Durante l’inspirazione diaframma e perineo si abbassano e la parete addominale si rilassa. Durante l’espirazione diaframma e perineo si alzano e la parete addominale si contrae.
Sembra banale, ma così non è. Pensiamo a quante volte ci siamo trovate in piedi in palestra o a scuola a inspirare con le braccia alzate e l’addome piatto e a espirare con le braccia in giù, il busto in avanti e l’addome in fuori. È esattamente il contrario di come il nostro corpo deve essere disposto per accogliere ed emettere aria.
Per respirare bene è necessario non spingere mai verso il basso per non gravare sul perineo e avere una postura corretta per permettere al diaframma di compiere la sua escursione.
Il diaframma che si muove porta con sé il perineo la cui caratteristica principale è l’elasticità che garantisce l’espletamento delle sue funzioni: continenza, minzione, defecazione, riproduzione e sessualità.
Come possiamo valutare la nostra respirazione per fare sì che il nostro perineo non sia né contratto, né rilassato, ma elastico?
Vi do appuntamento alla prossima settimana… ciao!
Dott.ssa Alessia Pepe, Ostetrica
lunedì 14 settembre 2015
UNA POSTURA MIGLIORE PER PIACERSI E STARE BENE – parte 2
Analisi posturale durante la vita di una donna
L’ADOLESCENZA E IL PESO SULLE SPALLE
Vorrei cominciare il mio post di oggi riflettendo su questa frase “la postura che assumiamo deriva perlopiù dalle emozioni che proviamo”.
Oramai è una deformazione professionale: chiunque io incontri, sia durante le ore lavorative che nel quotidiano, ne osservo i tratti della colonna, osservo il capo se è troppo in avanti, vedo se lo sguardo è orizzontale o guarda verso il basso, poi passo al torace se è sporgente o incavato e quando parla se tira tanta aria nei polmoni e quali muscoli inspiratori utilizza maggiormente. Assurdo vero? Ma ogni postura che assumiamo a un occhio attento rivela tanto di noi stessi.
L’adolescenza è un momento di transito; quel passaggio che ci separa dall’essere bambina al diventare donna. Chi vogliamo essere e soprattutto come.
Ci modifica sia dentro, ma anche fuori. Ogni qualvolta mi trovo nella situazione di dover trattare un’adolescente, scopro dei microcosmi straordinari. Mi affascinano così tanto.
La timidezza nel non saper ancora come mostrarsi. L’imbarazzo nel percepire i propri cambiamenti fisici li costringe a chiudersi. Questa chiusura si manifesta molto comunemente con un gibbo dorsale accentuato e spesso con il camminare a testa bassa, e spalle arrotolate.
Essendo questa una fase di crescita molto veloce è necessario far visitare i propri figli e mediante una valutazione posturale, capire se si tratta di un disturbo strutturale reale (scoliosi o altri dismorfismi) o se dettato dalla poca attività fisica. Spesso durante i colloqui scopro che sono ragazze molto ansiose, con fastidi muscolari psicosomatici e, nella maggior parte dei casi, hanno una vita piuttosto sedentaria. Essendo una fase di transito è necessario il sostegno dei propri genitori. A loro si chiede che sappiano ascoltare, consigliare e far comprendere la necessità di correggere la propria postura. Non c’è peggior paziente di colui che non vuol guarire e pertanto l’aiuto dei genitori è essenziale per ottenere il massimo risultato.
La morfologia dei nostri adolescenti, con gli incoraggiamenti giusti e gli esercizi più adeguati, può migliorare tanto. Una volta presa coscienza delle correzioni da apportare alla propria colonna, è necessario continuare con una attività fisica che faccia da scarico alle pesanti giornate, che permetta di confrontarsi ma anche di sentirsi accolti. Lo sport deve diventare uno stile di vita.
Se dovessi rispondere ad una mamma, alla domanda: “quale sarebbe lo sport più adatto per mia figlia?”.
Premesso che la scelta deve esser sempre la loro, senza dubbio opterei per gli sport di squadra. La squadra è come una famiglia e le partite sono le sfide che ognuno di noi deve affrontare ogni giorno. Che si vinca o si perda non importa, basta averci provato. In questa fase di crescita muscolo-scheletrica eviterei sport con eccessivi carichi sia per numero di ore di allenamento che di quantitativo di carico sostenuto.
.. al prossimo post “studentessa universitaria”
Dott.ssa Clarissa Bruno, Fisioterapista.
Chakra
Vorrei parlarvi dei chakra e del grosso strumento che essi sono, per operatori esperti, di valutazione dello stato di benessere di un individuo.
Beh, cominciamo con dire che i chakra sono dei centri o vortici energetici fatti conoscere al mondo dalle tradizioni religiose indiane inerenti lo yoga e la medicina ayurvedica. Magari in un prossimo post affronteremo quale sia l'utilità di questi vortici di energia nell'essere umano; facendo un excursus e interpretandoli come tappe del percorso ascensionale della kundalinī o nella loro funzione di assorbire energia dall'universo, alimentare le nostre aure e tutti gli organi e ghiandole coinvolte per poi rimandarla all'esterno, restituendola a livello universale. Oggi ci occupiamo invece di capire come uno squilibrio di uno di questi vortici di luce possano permettere ad un terapeuta di individuare a volte anche in anticipo dei mancati equilibri psicofisici o viceversa somatopsichici.
I chakra a cui mi riferirò sono 7, più un ottavo che chiamerò per comodità 'uno bis'.
Il primo connesso con il colore rosso e con l'elemento terra è il chakra che ci connette alla terra alle nostre radici.
Da esso dipende: gioia di vivere, quantità di energia fisica, sopravvivenza, sicurezza, fiducia, radici, rapporto con la sfera materiale ed istintualità .
Il primo bis sarebbe legato soprattutto all'energia sessuale; in molte discipline questi 2 livelli energetici vengono valutati solo come uno.
Il secondo connesso con il colore arancione, il cui elemento è l'acqua.
Ad esso è legato: il piacere mentale e spirituale, scambio fisico, qualità dell'amore, sessualità, riproduzione e rapporti con gli altri.
Con il terzo o plesso solare, elemento fuoco ed associato al colore giallo valuteremo: capacità di provare piacere, espansività, potere, consapevolezza della vita, azione, volontà e rapporto con il mondo professionale e realizzazione personale.
Quarto o del cuore, collegato al colore verde, colore anche della guarigione, elemento di riferimento aria, ci indica lo stato di: sentimenti d'amore per gli esseri umani, apertura alla vita, relazioni, il donare.
Il quinto, colore azzurro, elemento suono è collegato con : capacità di recepire e assimilare, abbondanza, creatività e capacità espressive.
Il sesto o terzo occhio nelle antiche tradizioni, riferito al colore indaco e elemento luce ci dà un'idea circa: capacità di mettere in pratica le idee, di comprendere e visualizzare i concetti mentali, avere una visione completa (vedere oltre) e chiarezza mentale, intuito.
Infine il settimo chakra o della corona, il colore di riferimento è il violetto o il bianco e l'elemento il pensiero.
Ad esso colleghiamo: l'integrazione tra la personalità globale, la vita e gli aspetti spirituali dell'umanità, la coscienza universale ed in ultimo la connessione con l'energia universale.
Questa conoscenza antica permette di arrivare molto velocemente ad intendere quale aspetto psicofisico ed emozionale ben riequilibrato possa far tornare l'individuo ad una situazione di benessere ed anzi se riuscissimo sempre ad integrare queste saggezza antiche alle modalità più scientifiche odierne, daremmo un'opportunità sicuramente più ampia a chi si rivolge a noi.
Dott.ssa Anna Carla Di Gregorio, farmacista olistica
giovedì 10 settembre 2015
Alimentazione in gravidanza e aumento ponderale
Questo è il mio argomento preferito, mi ha sempre affascinato il concepimento e la gravidanza come evento tanto che ho scelto di fare la mia tesi di laurea in genetica per quanto concerne la diagnostica e la tesi del master sull’alimentazione in gravidanza e allattamento, senza sapere che dopo qualche anno sarebbe servito a me!!
I suggerimenti per una sana e corretta alimentazione valgono per tutta la popolazione e sono applicabili a chiunque. Bisogna però tenere conto di particolari situazioni che possono presentarsi nella vita degli individui in particolare alle esigenze che una donna ha in gravidanza e allattamento.
Durante la gravidanza la salute di un individuo dipende da quella di un altro, motivo per il quale bisogna porre un’attenzione particolare sull’alimentazione.
L’alimentazione della gestante deve coprire il fabbisogno della madre e del nascituro con un supplemento calorico di 150kcal in più rispetto alla condizione di normalità, detto ciò si va già a sfatare il falso mito “mangia per due”.
Bisogna cercare di avere un’ alimentazione con un giusto bilancio tra carboidrati, grassi e proteine, scegliendo alimenti freschi e senza conservanti in modo da preservare la salute del bambino e di noi stesse.
Per prepararsi alla gravidanza e durante la stessa bisogna aumentare l’introito di due micronutrienti in particolare: ferro e acido folico.
Il ferro si trova in abbondanza nei legumi, nei cereali come farro, orzo, grano ecc…, nella frutta a guscio come noci, nocciole, pistacchi ecc…, nelle uova , nel pesce e nella carne.
L’ordine con cui ho fatto la lista non è a caso, ho volutamente scelto di precisare che il ferro è contenuto in abbondanza negli alimenti di origine vegetale, in modo da sfatare anche un altro mito secondo cui il ferro lo troviamo solo nella carne.
Salvo diversa indicazione del medico un’alimentazione equilibrata e varia fatta con questi alimenti nelle giuste porzioni sopperisce il fabbisogno di madre e nascituro senza bisogno di integrazione. Per aumentarne l’assorbimento bisogna sempre associare gli alimenti ricchi di ferro a un alimento ricco di Vit C, quest’ultima ne facilita notevolmente l’assorbimento, per cui il mio consiglio è di usare ad esempio il limone spremuto sopra o mangiare arance nello stesso pasto o qualsiasi altro alimento di colore giallo/rosso/arancio.
Ridurre al minimo il consumo di caffè, se non eliminarlo del tutto perché inibisce l’assorbimento del ferro.
Per quanto riguarda l’acido folico invece il fabbisogno è di 400 micro grammi al giorno e solo con gli alimenti non si riesce a garantirne il giusto introito per cui si necessita dell’integrazione. E’ importante farne una buona scorta già quando si programma una gravidanza in modo che il corpo ne abbia una riserva sufficiente al momento del concepimento. L’acido folico è fondamentale in quanto entra nei meccanismi di replicazione in vivo del materiale genetico, e interviene nei processi di sviluppo neuronale.
L’acido folico è contenuto in particolare nella lattuga, in tutta la famiglia dei cavoli, negli spinaci e negli asparagi, nei datteri e nelle arance. La cottura dei cibi fa si che si perda il 40/50% di acido folico per cui il mio consiglio è di prediligere verdure crude ben lavate.
Il problema del “lavaggio” della verdura è una cosa che terrorizza le future mamme non immune alla toxoplasmosi e qui vorrei fare una parentesi, le uova del toxoplasma vengono emesse dai gatti con le feci e quindi rilasciate nel terreno, queste uova si attaccano alle foglie della verdura per cui l’ammollo con svariate sostanze risolve ben poco. Per assicurare un buon lavaggio bisogna rimuoverle meccanicamente ossia strofinare foglia per foglia sotto l’acqua corrente, solo così le uova si staccano.
Detto questo torniamo al piano alimentare….
Per quanto riguarda l’acqua, la donna, oltre ai propri bisogni, deve coprire anche quelli gestazionali e fetali (sangue materno, liquido amniotico e annessi, sangue e tessuti fetali) per una richiesta totale a termine di circa 8 litri: è quindi opportuno che la normale razione di 1 litro e mezzo 2 litri sia leggermente aumentata.
Con un piano alimentare ben bilanciato si assicura a madre e nascituro un buono stato di salute e un corretto aumento ponderale che prevede un incremento di 3,5 kg nelle prime 20 settimane e 0,5 kgr a settimana fino a fine gravidanza. Quest’ aumento di peso è dovuto a diversi fattori:
•riserva di grasso pari a 3,4 kg
•feto che arriverà a pesare circa 3,3 kg
•aumento del volume di sangue pari a 1,4kg
•incremento dei fluidi pari a 1 kg
•crescita uterina pari a 900 gr
•liquido amniotico pari a 500 gr
•placenta pari a 500 gr
•tessuti mammari pari a 500 gr
Ovviamente tutto dipende dal peso di partenza, se una donna parte già con un problema di sovrappeso l’aumento ponderale dovrà essere inferiore e viceversa ma in entrambi i casi l’attenzione per la qualità del cibo che si mangia non dovrà cambiare.
L’alimentazione corretta rappresenta un presupposto fondamentale per la normale evoluzione della gravidanza e per il normale sviluppo del feto, in conclusione si nota che l’ alimentazione della gestante non si discosta molto da quella dei periodi normali, anche se deve coprire non solo i bisogni nutritivi della madre ma anche quelli del nascituro e garantire il regolare decorso della gravidanza.
Dr.ssa Rosa Corigliano, biologa nutrizionista
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